Benvenuti a Stazione Futuro

150 PROGETTI INNOVATIVI, 12 AREE TEMATICHE, UN'UNICA CITTÀ delle idee.

Dal 17 marzo al 20 novembre 2011, presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino, va in scena Stazione Futuro: la grande mostra di Esperienza Italia che raccoglie
il meglio delle innovazioni che ci cambieranno la vita nei prossimi 10 anni.


La mostra Stazione Futuro È curata da Riccardo Luna.



Questa non è una mostra. È una rappresentazione di ciò che potremmo essere
fra qualche anno, ed è anche quello che già siamo senza essercene accorti.
Un grande Paese.
Quando mi hanno chiesto di progettare Stazione Futuro ho subito pensato che
la mostra vera e propria, intesa come esposizione di oggetti, sarebbe stata
un pezzo importante di un disegno più grande.
E soprattutto più utile. "Qui si rifà l'Italia", dissi ai miei interlocutori adattando quale titolo dell'operazione una delle frasi che hanno fatto il Risorgimento. Una mostra quale strumento per "rifare" un paese, quindi.

Non c'era posto più adatto per provarci: le Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove un tempo riparavano i treni, rimesse a nuovo per l'occasione del centocinquantenario. Da qui, da questa stazione metaforica, sarebbe ripartito
il treno del futuro dell'Italia. Non ci hanno fermato quando lo abbiamo proposto,
e noi ci abbiamo provato.

Con questa idea ci siamo messi al lavoro. Dividendo idealmente il progetto in tre parti. La prima è una grande ricerca firmata dal Censis, l'istituto che da decenni
ci racconta come stiamo, i sentimenti profondi che stanno nella pancia del paese.
Noi gli abbiamo chiesto di provare a immaginare l'Italia del 2020.

Si tratta di una data abbastanza vicina perché ci riguardi tutti; ed è una data con un forte valore simbolico perché i paesi europei stanno fissando gli obiettivi che dovremo raggiungere. Nel caso dell'Unione Europea si parla di deficit, PIL e parametri essenziali ma freddi. Noi, con il Censis abbiamo indagato altri dati e altri obiettivi.
Quanti saremo fra nove anni? Quali città cresceranno di più e quali meno?
Di quanti insegnanti avremo bisogno? E di quanti posti di lavoro? E di quante badanti per i nonni che ci saranno?
Gli scenari disegnati dal Censis non sono meramente statistici: accanto a quello che accadrà se le cose non cambiano, per ogni settore è stato fissato un obiettivo da raggiungere. Si tratta di obiettivi realistici, alla nostra portata: valori che non porterebbero l'Italia in cima alle classifiche europee, ma soltanto nella media.

Eppure si tratta di numeri sconvolgenti: penso agli oltre 300 mila asili nido che dovremo creare per sostenere davvero le famiglie.
Chi li farà?
Il terzo elemento del progetto (mi tengo per la fine la mostra), si chiama "Cerchiamo i Nuovi Mille" ed è forse la più importante iniziativa di scouting
di talenti e nuove idee che si sia mai fatta. Siamo partiti dall'assunto che oggi i Mille non sarebbero soldati, ma innovatori, inventori, sognatori. Sono loro i nuovi militanti. Quelli che possono darci una vera unità. Su questa idea abbiamo unito
le Start-Cup (che si fanno in decine di università selezionando le innovazioni che diventano impresa) con il Working Capital con cui Telecom Italia premia i migliori talenti del web: da questo fidanzamento è nata una edizione straordinaria
del Premio Nazionale dell'Innovazione che, grazie al sostegno
della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e del fondo Quantica, metterà a disposizione dei Mille un montepremi di quasi tre milioni di euro. Per otto mesi si svolgerà così una gara mai vista e il giorno di chiusura di Stazione Futuro, il 20 novembre, nasceranno delle start up.

C'è poi la mostra vera e propria. Potevamo scrivere un libro dei sogni. O rifugiarci nella fantascienza. O guardare al resto del mondo. Abbiamo scelto di mettere in scena soltanto le idee e i progetti italiani che ci cambieranno la vita nei prossimi dieci anni.
In pratica abbiamo realizzato una piccola grande expo sulla nostra ricerca scientifica pubblica e privata. La selezione che abbiamo fatto è naturalmente arbitraria: forse non ci sono tutti i migliori progetti.
Qualcosa di bello sarà rimasto fuori, ne siamo certi, era inevitabile.
È una impresa impossibile fermare il futuro mentre arriva. Noi comunque ci abbiamo provato, abbiamo scattato una foto in movimento ad altissima velocità.
E il risultato ci sembra straordinario, non per le nostre scelte, ma per la vitalità del Paese: lontano dai riflettori, nonostante l'indifferenza dei più, tanti nostri concittadini stanno facendo cose meravigliose.Allestire Stazione Futuro, in pochissimi mesi mentre scoprivamo ogni giorno nuove cose da esporre, è stata una impresa colossale che ha visto impegnato giorno e notte un team eccezionale.

A ciascuno di loro sono personalmente grato: aver realizzato questa mostra è per tutti noi un onore e un omaggio alla parte migliore di questo paese.


Biografia di Riccardo Luna



Appassionato di innovazione, ha guidato alcune start up editoriali di grande successo.
Nella sua carriera di giornalista - segnata da un decennio a La Repubblica - ha fondato e diretto tre giornali che sono diventati altrettante case history: Campus,
il magazine degli studenti universitari; Il Romanista, il quotidiano dei tifosi più tifosi del mondo; e infine Wired, il mensile di storie idee e persone che cambiano
il mondo.
È stato il promotore mondiale della campagna per il Nobel della Pace a Internet (2010); e di quella per la diffusione della Rete, Sveglia Italia! (2011). Alla Biennale
di Architettura di Venezia 2010, ha partecipato curando i contenuti del Padiglione Italia.

Dopo aver lasciato la direzione di Wired (luglio 2011) è diventato editorialista del gruppo Condé Nast per la scienza e la tecnologia (Wired, Vanity Fair e GQ),
ed è consulente di importanti aziende per sviluppare progetti innovativi legati
al web e alla rivoluzione digitale.