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Il Futuro Energetico degli USA

Sono circa 21 gli scienziati americani che hanno pubblicato un testo contenente posizioni contrastanti in merito alla decarbonizzazione degli Stati Uniti. Secondo gli studiosi viene messo sotto accusa il lavoro di un altro scienziato, Mark Jacobson, che avrebbe firmato un documento pieno di errori al fine di sostenere che negli States è possibile raggiungere un mix energetico rinnovabile entro il 2055 pari al 100%. Secondo i dati dell’Energy Information Administration (Eia), nel 2016 gli Stati Uniti hanno prodotto circa il 6,5% della propria elettricità sfruttando l’idroelettrico; il 5,6% viene dall’eolico e il 0,9% dal fotovoltaico.

Chi è Mark Jacobson e che cosa sostiene?

Jacobson, professore di Stanford, è conosciuto per il suo lavoro di climatologo impegnato nella transizione energetica e sul tema dell’integrazione delle rinnovabili. Secondo quanto spiegato da Forbes, il suo documento, pubblicato nel 2015, è diventato un simbolo, una bibbia per chi sostiene le energie alternative. Peccato però che ora questa convinzione scientifica sia stata “smascherata” e riclassificata come ideologia. Il paper di Jacobson spiegava che l’obiettivo della totale decarbonizzazione dell’economia americana poteva essere raggiunta in meno di 40 anni attraverso l’uso di fotovoltaico, eolico e idroelettrico. Il tutto spendendo meno rispetto a qualsiasi altro mix di energie alternative. A collaborare al documento, che ha ottenuto l’importante Premio Cozzarelli assegnato dalla National Academy of Sciences degli Stati Uniti, è l’ingegnere Mark Delucchi.

Gli errori riscontrati nel documento

Contro Jacobson si sono schierati così 21 scienziati, che hanno definito il documento come un’ipotesi non plausibile. Gli errori riscontrati renderebbero totalmente inaffidabili le previsioni sui costi, sulla sostenibilità tecnica e soprattutto sulla fattibilità.

L’indagine, sempre in base alle parole degli esperti, non sarebbe stata sottoposta alla regolare revisione scientifica (detta peer review) che garantisce la veridicità della pubblicazione.

Tra gli errori riscontrati viene puntato il dito contro la previsione di aumento della produzione di energia idroelettrica, data con un valore di oltre 15 volte in più rispetto a quanto viene fatto oggi. Si tratterebbe di un valore impossibile da raggiungere senza infrangere le basi che ha proposto lo stesso Jacobson. Infine il progetto di quest’ultimo sottovaluterebbe il problema dell’accumulo di energia e del consumo dello spazio necessario per poter installare le pale eoliche e anche i pannelli solari. Servono quindi risorse illimitate, un buon sistema energetico e una rete di trasmissione imponente con una buona capacità di storage. Difficile quindi pensare, per gli scienziati che si oppongono, che la proposta di Jacobson sia così economica e fattibile.

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